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Arcipelago Toscano

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La leggenda narra che la Venere del Tirreno, al momento di emergere dalle acque, lasciò sfuggire sette perle dalla collana che adornava il suo collo. Esse caddero in mare trasformandosi nelle Isole dell'Arcipelago Toscano. Le sette perle sono: Capraia, Elba, Gorgona, Giglio, Pianosa, Montecristo e Giannutri. Sette perle per ogni stagione: godibilissime a vela da Pasqua a fine ottobre. Ognuna, a proprio modo, intrisa di storia, cultura, natura e svago. Infatti l'unicità che differenzia ogni isola dall’altra è la prerogativa di uno specchio di mare che vi apparirà più ampio di ciò che le carte nautiche segnaleranno. L’opportunità di “saltellare a vela” da un’isola all’altra è l’occasione imperdibile di ricostituire la… antica collana. Una collana al di fuori del tempo, tra la realtà e il sogno. Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d'Europa, le comprende tutte, oltre ad alcuni isolotti minori. Queste acque hanno cullato e spinto, a volte affondato, vascelli di ogni epoca, da quelli etruschi a quelli greci, da quelli romani a quelli saraceni, da quelli pisani a quelli spagnoli. E poi quelli francesi, inglesi, tedeschi, sino ai nostri giorni.

capraia.jpgCapraia
Capraia, terza isola per estensione dell'Arcipelago Toscano, frastagliatissima e piena di insenature e grotte. Vi colpiranno dal mare le coste scoscese e selvagge. Così come la roccia, d’origine vulcanica, che alterna sfumature dal nero e grigio chiaro al rosa e rosso scuro. Capraia è rivestita di una vegetazione rigogliosa e straripante, tipica mediterranea, che ammalia prima con il suo odore forte ed aspro, e poi con il contrasto tra tutte le gradazioni del verde e del marrone col i  blu delle acque.  Le acque cristalline celano molto poco i suoi fondali  ricchi di vita e di colori di ogni genere.  A terra: il porto dal sapore ancora incontaminato, i sentieri che si avventurano all’interno dell’isola, quel pizzico di “mondanità” che offre il paese completano il panorama di ogni possibile desiderio.  

Elbaelba.jpg
L’isola dalla forma del “pesce dalla grande coda” è l’ideale per una vacanza a vela. In questo modo, la varietà e la mutevolezza dell’Elba, dei suoi paesi e dei suoi scenari naturali, mostra il meglio di sé. Spiagge di sabbia finissima, scogliere a picco sul mare, acque trasparenti, fondali ricchi di pesci. Ma anche sentieri di montagna, boschi di querce e di castagni. Borghi medioevali, arte e cultura millenaria. Ma anche alberghi moderni e centri turistici attrezzati. L'isola è una scoperta continua: il mare cambia colori ad ogni insenatura. A sud si infrange su bianche scogliere o aggredisce ampi arenili, a nord si insinua negli anfratti degli alti dirupi o lambisce discrete spiagge di ghiaia. Si può puntare su Portoferraio e godere delle sue fortificazioni medicee, costruite su resti medioevali, romani ed etruschi. Indugiare tra i suoi vicoli, piazzette e scalinate per salire fino alle mura, da cui si gode il panorama più suggestivo. Potremmo toccare  il Promontorio del Monte Calamita, i Golfi della Stella, Lacona e Marina di Campo, la splendida baia di Fetovaia e tutta la costa del Monte Capanne. Una tappa di rito è Marciana Marina, antico borgo molto pittoresco, e come non approfittare delle bianche spiagge di Portoferraio?!

gorgona.jpg Gorgona
L'isola più piccola e settentrionale dell'Arcipelago Toscano. Ha 300 abitanti (perlopiù detenuti) e misura poco più di 2 chilometri quadrati di superficie. L'Isola ha regalato ai suoi abitanti una grande opportunità di recupero sociale e loro, in cambio, ne hanno esaltato le potenzialità naturalistico continuando a sperimentare nuove tecnologie ecosostenibili. Da non perdere ci sono i punti più suggestivi delle costa: Cala Scirocco e Cala Martina, e i rilievi coperti di macchia mediterranea che offrono rifugio a conigli selvatici, gabbiani, rondini di mare e uccelli di passaggio. Ciò che contrasta con l’aspetto roccioso, brullo e selvaggio che ci appare dal mare è la copertura vegetale: circa il 90% dell'isola infatti presenta una macchia di tipo mediterraneo, con aree boschive, ed ospita (secondo recenti studi) oltre 400 specie floristiche. La limpidezza delle acque circostanti ci farà benedire, questa volta, le restrizioni al turismo che l’hanno salvaguardata. Solo questo ha concesso il proliferare di specie marine particolarmente delicate.

Giglioisoladelgiglio.jpg
Al centro dell’Arcipelago, a sole 11 miglia dal Promontorio dell’Argentario, in poco più di 20 kmq. possiamo trovare il meglio di ciò di cui tutto il Mediterraneo dispone. Un clima mite ce la farà apprezzare, in modo particolare, fuori stagione. Saremo impressionati dal primo approccio che ci offre già dal mare: un carattere sincero, genuino e schietto. Il mare cristallino, d’un azzurro smeraldo, è quanto di più vicino alle più incontaminate acque della Sardegna. Più in basso: fondali ricchi e pescosi, e una volta a terra: un territorio per il 90% ancora selvaggio, che chiede solo di esser sfidato da animi col gusto dell’avventura. Giglio Porto è un approdo pittoresco immerso in un anfiteatro di terrazzamenti di vigneti che gli fanno… un po’ da spalti. Giglio Castello è l'abitato più importante, dall’alto l’antico faro fa ancora da riferimento ai naviganti e getta il suo manto protettivo su tutta l’isola.

pianosa.jpgPianosa
E' l'Isola situata a sud dell'Elba, un triangolo di terra che emerge dal livello del mare di soli 20-30 metri, per questo soprannominata l’isola piatta. Pianosa sembra benedire il carcere da quasi 150 anni a sua protezione. Essa è infatti un fenomeno unico: rappresenta un rifugio per la flora e per la fauna ittica nelle sue specie più rare, e questo in virtù del proprio isolamento. Ha una composizione della roccia che la costituisce differente da qualsiasi altra delle 6 isole dell’Arcipelago. Questo rende la vegetazione del suolo, i riflessi delle acque e i suoi fondali unici nelle sfumature e nelle gradazioni cromatiche. A terra: vi sono le catacombe più importanti a nord di Roma, la Villa Romana di Agrippa, il Sanatorio di Punta Marchese dove fu confinato anche Sandro Pertini, oltre che le baie probabilmente più belle dell’intero Arcipelago.

Montecristomontecristo.jpg
E’ l’isola più inaccessibili e selvaggia dell'intero Arcipelago Toscano. Di aspetto rude, impervio e inospitale. è si disabitata, ma costituisce un importante luogo di rifugio e di riposo per gli uccelli migratori . E’ anche quella più lontana dalla costa. Composta prevalentemente di granito grigio-rosa, ha la forma di una piramide larga e bassa ricoperta da un manto di rigogliosa macchia mediterranea e circondata da coste dirupanti. Ha da sempre tenuto gli uomini lontani, tranne qualche monaco ed eremita che ha tentato di renderne “vivibile” almeno qualche porzione di territorio. Nel suo aspetto e nella sua natura troveremo le ragioni del suo fascino e della sua fortuna. Il fascino che accese la fantasia di Dumas ne: “Il Conte di Montecristo”. L’isola è riserva naturale dal '70, e a pieno titolo: rappresenta un piccolo museo naturale all'aperto, grazie ai suoi ecosistemi marini e terrestri ancora incontaminati.

isola-di-giannutri-archeologia.jpgGiannutri
Un po’ più defilata rispetto alle sue “sorelle”, e proprio questo la rende speciale, forse addirittura unica ed inimitabile. Giannutri è una piccola porzione, forse un’avamposto di Paradiso. Larga più o meno 500 metri, lunga più o meno 5 chilometri, potrebbe equivalere a quella passeggiata che si stampa nella memoria a determinare una categoria. Celebre per la trasparenza e la purezza dell’acqua che la circonda. Mitica tra i subacquei per la ricchezza e vitalità dei fondali. Già i Romani ne avevano subito il fascino, e le lasciarono in dote, giunti fino a noi, il porto, meravigliose ville patrizie, e… relitti di navi, oggi reperti storico-archeologici di grande impatto.
Quando la lasceremo, allontanandoci dal mare, sarà difficile resistere ad un ultimo sguardo d’addio che accarezza il suo profilo caratteristico, basso e roccioso.

 
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